Il 31 marzo è finito lo “stato di emergenza” collegato alla pandemia.

Ora bisognerà convivere con il SARS-CoV-2, ma non dobbiamo illuderci che la pandemia sia finita . Le percezioni dei cittadini, suffragate dalle narrative della politica, identificano la fine della pandemia con la fine dello stato di emergenza, ma è ovvio che essa non può coincidere con una scadenza burocratica.

Di seguito le raccomandazioni di GIMBE (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze) per la convivenza con il SARS-CoV-2.

Si tratta di raccomandazioni “individuali e di sistema” per garantire la massima prevenzione possibile della diffusione del virus.

Individualmente si raccomanda di completare il ciclo vaccinale con tre dosi (quattro per le persone immunocompromesse) , continuare ad indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso, e anche all’esterno in condizioni di assembramento o quando si è a contatto con persone fragili , di eseguire il tampone in caso di sintomatologia compatibile con COVID-19 , di rispettare l’isolamento in caso di positività o di sintomatologia compatibile con COVID-19 in attesa di eseguire il tampone.

Seguono raccomandazioni di “sistema” sull’obbligo di mantenimento dell’ uso delle mascherine , miglioraramento dell’aerazione di spazi chiusi pubblici, formazione dei medici di medicina generale affinché prescrivano tempestivamente ,quando indicato, i farmaci antivirali disponibili, preparazione della campagna vaccinale autunnale , potenziamento del sequenziamento delle varianti virali.

 

 

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