Non esiste una definizione universalmente riconosciuta e accettata di appropriatezza in sanità. È un concetto complesso che deve tener conto dell’evidenza scientifica, del punto di vista del paziente e dei valori della società. Il suo uso, come criterio di valutazione delle cure, compare negli anni ‘80 ma prende impulso in Italia negli anni ‘90, con l’aziendalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. Nel Glossario del Ministero della Salute l’appropriatezza è definita come “un intervento sanitario (preventivo , diagnostico, terapeutico, riabilitativo ) che risponde al bisogno del paziente (o della collettività), fornito nei modi e tempi adeguati, sulla base di standard riconosciuti, con un bilancio positivo tra benefici, rischi e costi”.
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